Comiso Cronaca

Madre e figlia minorenne truffavano anziane sole, prese dalla Polizia di Comiso

Gli agenti della Polizia di Stato di Comiso, dopo alcune settimane di indagini hanno scoperto due insospettabili donne, madre e figlia minorenne che erano solite, adducendo scuse, farsi aprire le porte delle abitazioni di signore rimaste sole in casa durante alcune mattine e asportare tutto quello che potevano trovare all’interno delle stanze.
In particolare la madre A.O., 36 anni, , con vari pretesti, riusciva a carpire la fiducia di alcune anziane della zona e dopo aver presentato la figlia A.V. di appena 14 anni come la compagna di scuola di una nipote chiedeva, adducendo scuse sempre diverse, di entrare dentro casa.
Dentro l’abitazione, dopo aver chiacchierato per alcuni minuti, la ragazzina chiedeva di poter andare in bagno e si allontanava dalle donne.
In quei frangenti profittando della distrazione della padrona di casa, si intrufolava nelle varie stanze alla ricerca di soldi ed oggetti in oro che puntualmente rubava.
Non appena raggiungeva la madre, entrambe le donne si allontanavano e le padrone di casa avevano la brutta sorpresa di trovare le stanze a soqquadro.

In una circostanza la donna sempre insieme alla figlia si è addirittura presentata da una anziana conoscente e dopo aver parlato di oggetti di valore, asserendo di essere una esperta del settore, e dopo aver carpito la benevolenza dell’anziana, si faceva mostrare gli oggetti in oro in possesso dell’anziana per poter verificare se effettivamente gli stessi fossero di valore.
A quel punto profittando di una circostanza ghiotta ed inaspettata, (l’anziana vittima aveva comprato un oggetto in oro di 700 euro alcuni giorni prima per regalarlo) la truffatrice riusciva ad aver posto in visione l’oggetto di valore che la vittima mostrava alla presunta esperta; A.O. rassicurava la donna che avrebbe fatto valutare il monile da un suo amico esperto orafo per poi restituirglielo con il responso.
Ovviamente l’oggetto in oro non è stato mai restituito.

Madre e figlia sono state individuate dopo ricerche nella zona anche con la piena collaborazione delle vittime che ne davano descrizioni precise e dettagliate, infine riconosciute e denunciate in stato di libertà alle Autorità Giudiziarie competenti.

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