Politica Ragusa

Il Piano Regolatore di Ragusa non è mai stato approvato dalla Regione

Il Comune ha riscontrato delle anomalie sospette nel Piano regolatore. A seguito della presentazione in luglio di una variante, per il cambio di destinazione d’uso di un terreno agricolo, l’amministrazione ha scoperto che la documentazione in possesso e perciò approvata alla Regione è difforme da quella di Palazzo dell’Aquila.

“Dopo questa scoperta – dichiara l’assessore ai Centri storici Giuseppe Di Martino – abbiamo iniziato ad analizzare le carte e così abbiamo scoperto che con il decreto n.120 del 2006 la Regione Sicilia ci imponeva tutta una serie di adeguamenti al fine di avere un documento unico ed utilizzabile”. La legge prescrive che detti adempimenti devono esser prodotti e rispediti in Regione entro 120 giorni. Il piano regolatore fu rivisto e la documentazione fu rispedita in Regione solo nel giugno del 2010. “Qui riscontriamo – continua l’assessore – la prima stranezza ovvero mentre il piano regolatore è stato redatto con una scala di 1 a 2000, il nuovo documento fu prodotto con una scala di 1 a 5000”, un’anomalia non da poco perché con questa diversa gradazione lo strumento di pianificazione del territorio perde ovviamente di accuratezza. La risposta dalla Regione non si fa attendere ed arriva nel settembre dello stesso anno ed è categorica. “La Regione considera approvato solo quella parte del Piano riguardante il Capoluogo, rigettando invece, perché non conforme agli adempimenti già richiesti, le zone di Marina di Ragusa, San Giacomo e di Punta Braccetto, ma non solo, infatti – prosegue Di Martino – l’ufficio regionale interviene pesantemente anche sull’emendamento del Consiglio comunale che convertiva il parco agricolo urbano in zona produttiva, cioè edificabile. La Regione così riporto i confini del suddetto parco a quelli stabiliti dal vecchio piano regolatore datato 1974, estremamente più ampi”.

Tutta questa vicenda era ben nota all’amministrazione del tempo che ignorò, quanto meno per negligenza, le istanze della Regione. Di ciò se ne ha contezza anche perché sullo stesso sito del Comune si fa riferimento al Piano adottato e non a quello approvato e quindi vidimato dalla Regione Sicilia. A questo punto si rende necessario, dichiarano il sindaco e l’assessore, un adeguamento del Piano e solo in una seconda fase bisognerà affrontare tutte quelle irregolarità nate dall’incongruenza dei due piani. Si parla di abusivismo, non legato, però, all’indifferenza del cittadino alle regole. In fondo se un fabbricato viene costruito in una zona vincolata per la Regione, ma produttiva per il Comune di chi è la colpa? “Questo è un fatto molto grave – ha dichiarato il sindaco – soprattutto alla luce del silenzio di tutte le forze politiche che non hanno mai denunciato o affrontato con serietà questa tematica”.

R. D.

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