Comunicati stampa

Scicli, i consiglieri di opposizione: E’ lecito pensare che si punti a celare meccanismi di spesa malati, le cui responsabilità è meglio che non abbiano mai ad emergere?

In questo anno e mezzo  di sindacatura Susino, abbiamo cercato in ogni modo di dare un taglio costruttivo e propositivo al nostro ruolo di opposizione.

Per il bene della comunità, talora in polemica sferzante, ma molto più spesso con toni e atteggiamenti morbidi, abbiamo cercato di affrontare i temi amministrativi col sincero desiderio di trovare soluzioni che, prima ancora che fare di questa Amministrazione una buona amministrazione, mitigassero lo stato di profonda e diffusa sofferenza in cui la collettività viene vieppiù precipitando.

Abbiamo cercato e sperato, noi opposizione, a cui in fondo non compete tale ruolo, un terreno di confronto per conseguire alcuni  obiettivi, piccoli o grandi, ma tutti volti a:

1)      razionalizzare e rendere accettabilmente efficiente la macchina amministrativa;

2)      Operare una seria e capillare analisi per colpire le sacche di inefficienza e di spreco di ogni tipo di risorsa, da quelle materiali ed inanimate a quelle umane ed intellettuali;

3)      Revisionare analiticamente ogni meandro della spesa, con la rivisitazione di interi capitoli. Il capitolo dei rifiuti solo per fare un esempio. ( Lungi dal sogno alimentato dagli slogan tipo “trasformare i problemi in risorse” ci chiediamo però se  in un anno e mezzo non ci sia stato proprio modo e tempo per passare da una gestione passiva ad un impiego del denaro pubblico volto a razionalizzare, ad investire in efficienza, a risparmiare)

4)      organizzare risorse umane e materiali per operare una strenua lotta alla evasione ed elusione fiscale. L’evasione,  il tarlo (che poi tanto tarlo non è date le dimensioni), il tarlo che scardina dalle fondamenta il senso di solidarietà civile di ogni comunità, un veleno in grado di minare dalle basi la più virtuosa e meglio organizzata fra le amministrazioni, Un danno immane alle casse del Comune, in  atto ed in prospettiva, rispetto a cui poco o nulla, in termini di risultati, si è riuscito a fare;

5)      perseguire l’Accertamento delle responsabilità di amministratori e funzionari. Il principio di responsabilità, il grande assente di questo comune, un elemento fondamentale che si coglie a partire dagli aspetti più banali per arrivare fino alle cose più grandi e più gravi. Il principio di responsabilità non è un esercizio di sadismo volto a torturare le persone, è il sale della certezza di una qualità accettabile nei comportamenti di una amministrazione e del suo personale.

Ma di tutto ciò – tutte cose che in fondo ci richiedono anche gli organi di controllo, ma che, sempre in fondo, si sarebbero dovute perseguire senza bisogno di sollecitazioni esterne- di tutto ciò, cosa abbiamo visto effettivamente , non dico realizzato, perché siamo provvisti di senso realistico, ma quanto meno perseguito da questa Amministrazione? Meno di niente! Abbiamo visto solo la mera gestione di una ordinaria condotta nel solco delle abitudini tracciate dalle pratiche, dalle cattive pratiche si può dire, del passato. Nessuna inversione di rotta. Di fronte alle profferte di percorsi condivisi, abbiamo avanzato al Sindaco la richiesta di poter entrare a fondo nell’analisi dei meccanismi della spesa di questo Comune. Per tutta risposta il Sindaco continua a condividere questi aspetti, in assoluta esclusiva,   unicamente con le persone della sua maggioranza. Una maggioranza che non manca occasione per trattare l’opposizione con atteggiamento improntato al dileggio e al disprezzo. Abbiamo istituito la Commissione di Inchiesta: per la maggioranza, il Sindaco, la Giunta , gli uffici, essa è come se non esistesse. Essa è affare esclusivo della opposizione: non ci degnano! Anche gli uffici ci trattano con sufficienza, come allegri perditempo. Il Sindaco dice, nella relazione sulle indagini di magistratura, che gli armadi del Comune sono aperti! Ma Dio solo sa la fatica che la Commissione deve fare per ottenere le carte ed i materiali necessari ad espletare il proprio lavoro! Tutto sembra preordinato acciocchè la contabilità di questo Comune resti un dedalo in cui perdersi, una matassa inestricabile!

Non abbiamo mai avuto possibilità di rilevare il minimo segno di un cambiamento di atteggiamento, non lo abbiamo visto nelle risposte alle nostre interrogazioni, laddove si fanno volare gli asini pur di glissare le nostre precise, circostanziate e documentate domande, non lo abbiamo visto negli atteggiamenti della Giunta che il giorno prima sembra offrirci la ricerca dell’analisi condivisa dei meccanismi di spesa e il giorno dopo ci sbatte in faccia, quale fatto compiuto, le delibere di aumento di tasse.

Fino ad ieri siamo stati pazienti, responsabili, come ci chiedeva e ci chiede il Sindaco. Non l’abbiamo fatto certo perché commossi dalla sua credibilità nel cercare un nostro contributo al di là del mero togliergli le castagne dal fuoco nei momenti cruciali dei voti di bilancio. L’abbiamo fatto perché siamo persone responsabili che in questa città ci vivono ed a cui piacerebbe che potessero continuare a viverci, se lo desiderano, anche i loro figli. Lo abbiamo fatto perché ci rendiamo conto che tali condizioni di vivibilità , dal punto di vista ambientale, economico, sociale, non sono mai state messe tanto gravemente in pericolo quanto oggi. Lo abbiamo fatto perché abbiamo sempre sperato, anche senza crederci troppo, che la dissennata rotta intrapresa potesse essere realmente invertita.

Ma che rotta si inverte, quando la stessa Amministrazione, ci viene a dire che nel presente bilancio si punta a coprire le spese esorbitanti degli esercizi precedenti? Ci si dice che la spesa era stata sottostimata nei precedenti bilanci. Ma è proprio così oppure si tratta di una corsia anomala percorsa unicamente per coprire in modo discutibile quelli che dovrebbero essere semplicemente dei debiti fuori bilancio da riconoscere e rispetto ai quali (lo dice anche la Corte dei Conti) accertare le responsabilità? Che motivo c’è di includerle nell’esercizio in corso? E’ lecito pensare che si punti ancora una volta a celare meccanismi di spesa malati, inconfessabili e le cui responsabilità è meglio che non abbiano mai ad emergere?

Noi non diciamo che la situazione non richieda dei correttivi, facendo anche ricorso se necessario, solo se strettamente necessario, all’aumento di una pressione fiscale che già è insostenibile. Noi diciamo che, al punto di disperazione in cui si trova la società, l’ultimo tasto da toccare è quello delle tasse. Prima di ricorrere ad ulteriore pressione fiscale, occorre verificare se si è fatto tutto ciò che è possibile fare nei termini di efficienza e di riduzione cui dianzi si faceva  cenno.  Prima di decidere che vale la pena di somministrare una misura drastica e, diciamolo, dannosa per il contesto economico, occorre verificare, anche  e soprattutto attraverso la ricerca delle responsabilità,  che non si corra più il rischio di incorrere negli errori del passato.

In questo senso si è fatto qualcosa? Francamente a noi non pare proprio. E francamente ci sembra troppo semplice, banale e aberrante nella sua elementarità, la risposta arida e brutale di un aumento delle tasse. Nel contesto dato Ci sembra una cura efficace quanto le bastonate somministrate all’ asino che non ce la fa più e che fra un po’ stramazzerà a terra per esalare l’ultimo respiro.

Per stabilire che per tirare a campare basta un pacco di milioni da recuperare salassando alla fine sempre gli stessi, per stabilire che questo possa avvenire senza prima assegnarsi obiettivi di efficienza della macchina e della qualità dei servizi, senza prima individuare una prospettiva di investimento per recuperare margini significativi nelle predette direzioni, per stabilire questo, basta un ragioniere non occorre la politica.  Per stabilire di limitarsi a presentare il conto, portando magari le tariffe quasi ai massimi, senza prima aver deciso che tutti, ma proprio tutti, vale a dire amministratori, dirigenti, dipendenti, devono mettersi a dieta stretta nei limiti della ragionevolezza, della sopportabilità e in proporzione alle rispettive capacità, per realizzare un piano di risanamento illusorio, una cura che si occupa solo dei sintomi ma non delle cause, per fare tutto questo basta un commissario, non serve certo la politica . La politica secondo noi ha un’altra missione,  la politica deve esser rivolta a costruire progetto, a pianificarne e verificarne la esecuzione.

Alla speranza che questo percorso politico potesse finalmente sbloccarsi è rimasta, in questo anno e mezzo, sospesa la nostra posizione  che tutto sommato è rimasta una posizione morbida e attendista. Si, attendista. Però l’attesa ora si è fatta lunga, e dati gli ultimi esiti, ahinoi, più che infruttuosa, si può dire disastrosa. Il tempo dell’attesa è finito signori dell’Amministrazione, ora siamo stufi. Ve lo abbiamo preannunciato con il documento votato il 26 novembre, ve lo confermiamo stasera dichiarando il nostro voto contrario ad indiscriminati salassi fiscali, una dichiarazione che intende rappresentare tutta la nostra avversione alla vostra idea della politica quale mero esercizio di conservazione delle pratiche, spesso cattive pratiche, consuetidinarie, di conservazione di posizioni incancrenite, accompagnate dall’attitudine a nascondere i problemi come la polvere sotto il tappeto, trascurando il fatto che i cumuli di polvere, raggiunta la dimensione delle montagne, possano alla fine collassarci addosso.

I consiglieri comunali di opposizione:

<G. Scimonello (Megafono), G. Vindigni – B. Ficili (Gruppo misto), B. Alfieri – G. Ferro (SbC), C. Caruso, M. Causarano, G. Aquilino (Pd), R. Verdirame – S. Pellegrino (Mpa-Pds)>.

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