Politica Ragusa

Bilancio. Piccitto invita le opposizioni a rivolgersi alla Corte dei Conti: “Da loro solo demagogia”

La maggioranza non ci sta a subire silenziosamente quelle che considera solo delle vuote provocazione. “Non accettiamo lezioni di contabilità – esordisce l’assessore Stefano Martorana – da chi ha appoggiato la precedente amministrazione. Tutte le critiche che ci hanno rivolto sono infondate e prive di senso”.

Innanzitutto l’assessore fa riferimento all’utilizzo della tassa di soggiorno, che nel bilancio è stata destinata, in piena conformità all’articolo 1, per 250 mila euro alle spese correnti mentre i restanti 100 mila euro sono stati destinati agli investimenti per la promozione e l’incentivazione del turismo nel Capoluogo ibleo, “quindi – prosegue l’assessore – nessuna distrazione di fondi o occultamento degli stessi, ”.

L’altra questione che l’assessore ha affrontato è quella dei contrattisti o ex Lsu “anche qui le opposizioni hanno fatto solo demagogia, gli stipendi di questi lavoratori – spiega Martorana – sono totalmente a carico del Comune ed il fatto di aver redatto il bilancio in novembre ci ha permesso di  inserire in un unico capitolo  le somme, provenienti dalla Regione e a loro destinati, per due anni, 2013 e 2014”.

A questo punto l’assessore Martorana sfida le opposizioni con una serie di domande su alcuni nodi cruciali dei precedenti bilanci, dai quali deriverebbe la situazione economica attuale. Non capisce come mai l’amministrazione Dipasquale abbia preventivato un avanzo di 823 mila euro e questo sia stato usato per le spese generali e non per i debiti fuori bilancio, che adesso gravano su questa amministrazione. Ma ancora si chiede e chiede come mai si era previsto un recupero dell’Ici di un milione e mezzo, quando poi le somme recuperate si sono attestate a poco più di 100 mila euro. “Anche su questo punto siamo stati criticati, ma noi abbiamo messo in bilancio 181 mila euro e questo solo per non falsare il bilancio e fare delle previsioni realistiche sul recupero dell’Ici e nonj perchè abbiamo deciso di abbandonare la lotta all’evasione”.

Un’altra anomalia, secondo l’assessore, è rappresentata dalla gestione dei fondi della legge su Ibla, infatti questo finanziamento  è stato registrato come un’entrata corrente, piuttosto che essere messe in conto capitale, “tutto ciò falsa i bilanci e crea a lungo andare degli ammanchi che immancabilmente peseranno sulle nuove amministrazioni. Il nostro primo obiettivo – conclude l’assessore – è quello di risanare le casse dell’Ente e non di fare tesoretti”. Ma la sfilza di domande che Martorana pone alle opposizioni non sono finite e così continua: perché i proventi delle tasse sulle bollette dell’acqua sono stati gonfiati sino a 6 milioni e 750 mila euro quando non sono più di 6 milioni e 400 mila euro? Ed ancora perché il costo della bolletta dell’energia elettrica del Comune è stata sottostimata nell’ordine di 5 milioni e 500 mila euro, quando il Comune ogni hanno spende oltre otto milioni di euro? O ancora perché nessuno si è lamentato del mancato versamento, nel 2011, dei 25 mila euro nei confronti della Corfilac?

“Le opposizioni – interviene il sindaco Piccitto – sono le benvenute ogniqualvolta faranno operazioni di controllo sul nostro operato o quando avvieranno con l’amministrazione una collaborazione fruttuosa che ci spinga a far meglio il nostro lavoro. Ma non possiamo accettare lezioni di contabilità da questa gente. Se vogliono andare alla Corte dei Conti, noi siamo pronti e ben disposti non abbiamo nulla da nascondere”.

“Infine – conclude l’assessore – si è fatto un gran parlare dei tagli ai servizi sociali. Nessun taglio drastico è stato applicato, ma solo una razionalizzazione nelle voci di spesa e tuttalpiù un minore stanziamento per alcuni capitoli, poi sempre controbilanciato da una serie di risorse di piani di azione e coesione che hanno portato, per esempio, al Comune 1 milione e 200 mila euro diviso in questo modo: 515 mila euro per il servizio di accompagnamento e assistenza agli anziani e 681 mila euro per i minori. Quello che viene presentato come un depauperamento del settore altro non è che una razionalizzazione delle voci. Ci è sembrato opportuno non conteggiare alcune spese riguardanti, per esempio, la pubblica istruzione. Se gli asili nido sono chiusi è inutile computare le spese per la refezione o per il riscaldamento o ancora per i supplenti”.

R. D.

 

 

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