Politica Ragusa

Ragusa, intervista alla senatrice Laura Puppato (Pd): le larghe intese ci hanno screditato!

Laura Puppato, in visita istituzionale nella nostra provincia, ha rilasciato un’intervista a Ragusatg.  Ecco le risposte della senatrice del Pd alle domande di Saro Distefano: 

Il Partito democratico è fortemente lacerato al suo interno. Qual è il significato di queste elezioni?

Io credo che questo è un congresso di svolta, quello che sta accadendo è il più chiaro segnale di un momento epocale. Posso dirti che c’è un candidato segretario che rappresenta, più di altri, la conservazione del Pd così come lo abbiamo conosciuto e questo è Cuperlo. Poi c’è  un candidato che vuol cambiare il Pd rafforzando il ruolo del segretario, come leader maximo, sovraordinato al gruppo dirigente e questo è Renzi, che però risulta zavorrato dalla vecchia guardia e poi c’è il terzo candidato, lo metto al terzo posto solo per umiltà, che rappresenta la vera voglia di cambiamento e il cui tratto distintivo è la coerenza. Ciò che noi dicevamo in aprile sono le stesse cose che abbiamo scritto nel nostro programma. Questo arcipelago di innovatori, i sostenitori di Civati, da sempre ha osteggiato questo governo di larghe intese. Questa alleanza, priva di un’agenda programmatica, è stata una mano che il Pd ha teso a Berlusconi. Tutto questo ha pesato sulla nostra credibilità, sul nostro lavoro e sull’incisività del lavoro di Letta.

Una sua considerazione sui 101

I 101 sono l’espressione della vecchia politica, quella del non dichiarato, la politica del non detto, dei giochi fatti alle spalle dei protagonisti. Bisogna superare una volta per tutte questo modo di intendere e di far politica. “Voglio il mare e non una pozzanghera” è il libro che ho scritto sulle anomalie del Partito democratico, in quelle pagine c’è tutto il mio pensiero per una politica nuova. Le cose si dicono a viso aperto, le si giustificano, solo allora hanno valore, ma quando ci sono agguati di questo tipo, la tua passione, il tuo impegno nel Partito viene messa a dura prova. Non posso pensare di procedere con questi incappucciati.

Il riposizionamento di Civati a sinistra è una mera mossa elettoralistica? Civati in fondo fu l’amico nonché il braccio destro di Renzi.

No. Una quota consistente del nostro programma  parla di impresa. Oggi un rappresentante della CGIl mi ha chiesto se noi abbandoneremo i sindacati, ma io ho risposto che noi ascolteremo tutti, nessuno escluso. Nessun proclama ma la politica non deve accontentare una parte, deve prender consapevolezza e rivolgersi a chi oggi non c’è. Abbiamo bisogno di uno sguardo lungo. In questi ultimi anni abbiamo lavorato solo per l’oggi, per il consenso immediato, per un titolo in prima pagina, da ciò è scaturito il prezzo altissimo che l’Italia sta pagando. Io non so se questa nostra voglia, se questa necessità si chiama sinistra o centrosinistra, so che questa è democrazia. La democrazia altro non è che rendere merito al merito, che cercare e perseguire instancabilmente l’uguaglianza sociale. Siamo dalla parte della scuola pubblica, della sanità pubblica, di chi in questo Paese vuole investire e produrre ricchezza, siamo dalla parte della legalità.

I diritti civili

Su questi temi non c’è confronto tra le tre mozioni e questo è un male. Non c’è una mozione, in ultima analisi, che espliciti in modo chiaro la questione relativa all’omosessualità, alle coppie di fatto, alla 194 o alla legge 40. Ha ragione Civati quando parlando di asili nido o della legge 40 o delle scuole materne parla di questioni che non riguardano solo le donne. In questa società l’uomo e donna contribuiscono in maniera differente ma complementare al suo sviluppo della stessa, certo c’è una differenza, che è genetica, ma proprio questa è la ricchezza che va difesa e sostenuta. Su questi temi non possiamo stare con Giovanardi, non c’è nessun punto di contatto tra noi e lui.

Neanche con Fioroni, aggiungerei.

A volte neanche con lui.

In conferenza ha parlato di Tav, ma non del Muos

Preferisco non parlare di ciò che non conosco. Oggi mi hanno dato un po’ di documenti, li studierò. Così su due piedi posso dire che l’elettrosmog non è una questione seria, anche perchè ad essere a rischio è la salute del cittadino. Certo il semplice fatto che che sotto queste antenne non cresca l’erba è inquietante. La saluta umana va anteposta a qualsiasi accordo internazionale. Su questi temi sono craxiana, prima l’Italia.

R. D.

2 thoughts on “Ragusa, intervista alla senatrice Laura Puppato (Pd): le larghe intese ci hanno screditato!”

  1. PUPPATO, UN CASO ECLATANTE DI IPOCRISIA POLITICA A SCOPO DI CARRIERA OD ALTRO. DICE UNA COSA E NE FA UN’ ALTRA. UN ESEMPIO: IL 12 0TTOBRE PARTECIPA A ROMA AD UNA MANIFESTAZIONE INDETTA DA RODOTA’, LANDINI E DON CIOTTI A DIFESA DELLA COSTITUZIONE E POCHI GIORNI DOPO IN AULA DEL SENATO VOTA SI ALLA MODIFICA DELL’ ART. 138.

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