Politica

Istituito a Palermo un gruppo di lavoro per affrontare i problemi delle imprese agricole iblee in difficoltà.

Continua l’impegno a favore degli imprenditori agricoli in difficoltà. Costituito un tavolo tecnico a Palermo per fronteggiare gli effetti devastanti della crisi in agricoltura e sostenere le imprese. A farne parte, oltre i componenti designati della seconda e della terza commissione all’Ars, anche l’imprenditore ibleo Angelo Giacchi, promotore di una decisa e proficua protesta e l’on. Orazio Ragusa. Nell’ incontro odierno che vedeva congiuntamente riuniti i componenti della commissione al Bilancio, delle Attività Produttive, l’Ass. Reg. all’Agricoltura Dario Caltabellotta, l’imprenditore agricolo Angelo Giacchi, è stata denunciata dinnanzi ai rispettivi Presidenti, On. Nino Dina e On. Bruno Marziano, la situazione allarmante delle aste giudiziarie che distruggono i sacrifici di svariati anni di centinaia di imprenditori, famiglie e lavoratori che, oltre ad essere piegati dalla crisi economica, sono anche colpiti dall’esproprio dei propri beni, sia aziendali che personali, a causa delle fidejussioni rilasciate agli Istituti di Credito. A questo proposito i primi risultati stanno già arrivando. Il disegno di legge sull’impignorabilità della prima casa e dei mezzi di lavoro, è stato approvato dalla Giunta Regionale. Questo è solo l’inizio -sottolinea Orazio Ragusa – stiamo anche affrontando il gravissimo problema dell’erogazione del credito da parte delle Banche agli imprenditori agricoli che potranno rivolgersi anche agli Istituti di Credito Regionali IRFIS e CRIAS. Stiamo, inoltre, lavorando per tutelare le produzioni agricole, obbligando le mense scolastiche e ospedaliere ad utilizzare i prodotti siciliani sotto la tutela del marchio Born in Sicily. Questo gruppo di lavoro a Palermo è uno strumento importante – aggiunge Orazio Ragusa – perché oltre alla partecipazione di imprenditori, che conoscono molto bene le problematiche del comparto come Angelo Giacchi, vede la presenza dei rappresentanti della Crias, dell’Ircac e dell’ Irfis. La loro presenza è fondamentale perché senza una concertazione con questi enti si rischia di fare delle strade che poi non portano a vere soluzioni delle problematiche. Solo in un sistema di sinergie congiunte possiamo davvero rispondere a questi drammi sociali. E’ importante trovare soluzioni operative per gestire un fondo per ristrutturare i debiti con le banche private. L’ IRCAC sarà chiamata ad aprire uno sportello nella provincia di Ragusa per erogare credito alle cooperative o a consorzi di cooperative con tasso di interesse sociale utilizzando un fondo di rotazione. Questo lavoro, – conclude Orazio Ragusa – lo dobbiamo alle imprese siciliane soprattutto a quelle della provincia iblea, che vede colpita in modo particolare il pilastro della propria economia, l’agricoltura. In questi cinque anni la Sicilia, e la stessa Provincia di Ragusa, ha fatto registrare una perdita di 11 punti di Pil, il più accentuato tra le grandi Regioni italiane. Secondo l’analisi della Svimez il rischio di povertà nell’Isola è quattro volte superiore rispetto al Centro-Nord e l’ultimo report di Bankitalia registra un ulteriore aumento del gap. Al Sud – ha denunciato il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini – il credito resta più caro e fornito con più parsimonia rispetto al Nord a causa non solo di fattori strettamente economici, ma per ‘il fatto che nel Mezzogiorno è più debole la tutela della sicurezza e dei contratti per via della criminalità e dei tempi più lunghi della giustizia. Di fronte a simili scenari, secondo Orazio Ragusa, servono interventi rapidi ed efficaci. Risulta, dunque, sterile proseguire con la logica dell’austerità, serve al contrario una strategia di riposizionamento competitivo del sistema produttivo ibleo, attraverso una politica agricola finalizzata a dare “ossigeno” alle imprese in difficoltà, a rilanciare quanto di buono è rimasto e a coinvolgere i giovani in un nuovo processo produttivo in agricoltura, dando loro strumenti idonei a garantire i prezzi dei prodotti e, di conseguenza, utili all’impresa. Occorre -conclude Ragusa – che questo gruppo di lavoro si caratterizzi seguendo un approccio di sistema con scelte e investimenti strategici diluiti nel tempo e una progettazione a lungo termine.

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