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Commerfidi e Confcommercio stigmatizzano la protesta dei Forconi

“Il Movimento dei Forconi ci pensi bene prima di assumere forme di protesta che mettano definitivamente in ginocchio la Sicilia ed il nostro territorio – ha dichiarato oggi Sergio Magro, presidente provinciale di Confcommercio Ragusa – le  loro ragioni, le loro istanze, i loro bisogni sono anche i nostri, il destino è comune. Non siamo in grado, però, di sostenere ‘blocchi’ sul mercato delle merci e sullo spostamento delle persone proprio ora che, sotto la magia delle feste di Natale, si registrano tiepide effervescenze economiche”.

La paura paventata da Magro è quella che uno scontro durissimo in questo momento sia controproducente. In un periodo di crisi economica così profonda, caratterizzata dalla sfiducia degli operatori e da un nervosismo montante, avviare forme di protesta radicali non può che ritorcersi contro gli interessi dei settori produttivi. Il muro contro muro non può essere la soluzione “Siamo convinti – conclude Magro – che questo sia il tempo della coesione sociale, dove la protesta non debba esacerbare gli animi”. Della stessa idea è il presidente di Commerfidi, Salvatore Guastella, secondo cui “la scelta da compiere deve essere parametrata su obiettivi a corta e a media distanza. La mobilitazione – aggiunge Guastella – facciamola a Palermo, dinanzi ai palazzi del Governo regionale, o a Roma, dinanzi a quelli del Governo nazionale. E avviamo, al contempo, un’azione ‘diplomatica’ che ci permetta di condurre in porto delle trattative, acquisendo dei risultati che permettano di guardare al futuro con maggiore fiducia”.

“Nessun radicalismo, nessuna platealità – rassicura Francesco Pitino, coordinatore provinciale del Movimento dei Forconi – il 9 dicembre scenderemo in piazza ad informare i cittadini a manifestare il nostro disagio e a spiegare quali sono i nostri obiettivi”.

La loro è una battaglia pacifica e non accettano nessuna strumentalizzazioni e rivendicano con forza il loro diritto di manifestare. Le istituzioni sono sorde a qualsiasi loro appello “aveva trovato una sponda a Palermo – continua Pitino – nel presidente Crocetta, il quale, però, si è dovuto arrendere alle pressioni ed ai giochi partitici. Il 9 dicembre chiederemo le dimissioni immediate di questo governo, che è un governo fantoccio, non eletto dai cittadini e reo di aver calpestato deliberatamente la sovranità popolare. Inoltre – prosegue Pitino – chiediamo la riforma elettorale e il ripristino della sovranità finanziaria”. Il Movimento si dichiara convintamente europeista, ma al contempo si dice certo della necessità di riformare questa Europa, che ad oggi è solo un’istituzione burocratica nelle mani di forze esterne indifferente ai bisogni della gente.

“Siamo – conclude Pitino – rispettosi del sistema democratico e quindi dei partiti, anche se oggi li possiamo considerare dei validi interlocutori. Questi si sono trasformati in istituzioni oligarchiche , che hanno svuotato di significato la democrazia e per questo non li riconosciamo. Anzi per noi sono i responsabili della disfatta italiana”.

R. D.

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