Chiaramonte Gulfi Ragusa

LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE RAGUSANE PROPONGONO ALL’AMMINISTRAZIONE PICCITTO UNA VIA D’USCITA DALL’ATTUALE SPRECO DI RISORSE ECONOMICHE E DAL MAL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO

Cogliamo l’occasione fornita dalle ultime notizie di stampa locale per intervenire con linearità e prospettivain merito alle risorse economiche stanziate dal Comune di Ragusa per far fronte, anche nella nostra città, alla cosiddetta “emergenza randagismo”.

 

Il suddetto dibattito sviluppatosi conseguenzialmente al comunicato del Partito Comunista dei Lavoratori di una decina di giorni fa e successivamente anche grazie a quello del Partito Ragusa Domani ha il merito dell’aver sollevato il lenzuolo bianco che copre tale difficile problematica fintanto che non si verifichino gravi fatti di cronaca, gravi aggressioni nei confronti di altri animali o persone, gravi problemi di sicurezza stradale. Il randagismo, insomma, di solito appare sulle pagine e sugli spazi dei mass media esclusivamente in occasione di tragici avvenimenti.

 

Questa volta invece le due forze politiche, con l’esplicito intento di accusare l’amministrazione comunale di gravi sperperi, hanno, senza volerlo, prodotto una profonda e lucida riflessione in seno alle nostre associazioni. Abbiamo pertanto colto l’allarme e le critiche lanciate dai due partiti per cercare di proporre all’Amministrazione Piccitto delle vie d’uscita dallo sperpero di risorse economiche male investite e mal gestite in questi ultimi tempi e dall’inefficienza del servizio attuale che risulta privo di coordinamento, di sinergia fra gli uffici preposti, di linearità amministrativa, di innovazione e prospettiva strategica.

 

La nostra riflessione non vuole in alcun modo essere una critica strumentale alla politica “passata e presente” ma vuole semplicemente “stimolare” l’attuale Amministrazione Piccito a far bene e meglio quello che è stato fatto finora dalle amministrazioni precedenti e che con la gestione commissariale della Rizza è andato in direzione tutt’altro che progressiva. La città di Ragusa è stanca di cuccioli morti per strada, di randagi che girano in branco nelle periferie della nostra città, di uffici che rispondono sgarbatamente alle richieste di aiuto, di animali privi di assistenza. Le aspettative dei tantissimi cittadini sensibili alla questione “animalista” sono cresciute rispetto al passato, la sensibilità delle giovani generazioni spinge verso un approccio caritatevole nei confronti degli animali e dell’ambiente in generale. Non ascoltare questa “voce diffusa” significa chiudere la porta in faccia a tantissimi cittadini che attendono una chiara inversione di rotta anche sul fronte della tutela degli animali e dei loro diritti.

 

In tal senso apprendere dalla stampa cittadina che il Comune di Ragusa ha dovuto regolarizzare un debito fuori bilancio del 2012 con la ditta della Dog Professional, proprietaria del canile privato sito a Donnafugata, di ben 160.000,00 euro e che nel 2013 ha speso per servizi vari, gestiti sempre dalla stessa ditta privata, altri 240.000 euro, ha prodotto un profondo stupore in seno alle nostre associazioni. In soli due anni 400.000 euro sono stati spesi per mantenere annualmente circa 150 cani all’interno di una struttura di esclusiva detenzione. Per fortuna la sopracitata ditta non è proprietaria di un canile lager né svolge il servizio in malafede o con cinismo, pur tuttavia è evidente che non è possibile sostenere tali spese senza che l’emergenza randagismo venga affrontata per venir debellata definitivamente. Se infatti andiamo ad esaminare i dati statistici ogni cittadino potrà accorgersi che la mortalità è nel migliore dei casi pari al 35/40% (anno 2007) mentre le percentuali di adozione arrivano al massimo al 10% del 2005. Ed intanto nelle strade il susseguirsi di incidenti, di aggressioni e di mancato ricovero di cuccioli è all’ordine del giorno.

 

Ecco perché abbiamo un “modello” da proporre: il Rifugio Sanitario Comunale gestito tramite gara pubblica da Associazioni animaliste iscritte all’Albo dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Un luogo che è già diventato in soli 5 mesi ritrovo per tanti animalisti e per tantissimi cittadini che ogni giorno sono liberi di entrare, di coccolare i randagi ricoverati, di portar loro coperte, crocchette, piccoli giocattoli per i cuccioli.Un sano ed autentico modello da esportare negli altri comuni della nostra provincia e che, addirittura, ci invidiano in centinaia di altri comuni della nostra regione. Un “presidio zooantropologico” dove operano educatori cinofili, volontari, veterinari e comportamentalisti. Uno spazio idoneo al mantenimento dei randagi ricoverati, dove gli stessi possono sgambare a turno, dove gli stessi possono essere facilmente adottati, curati e preparati alla remissione in libertà.

 

Una sorta di “Anti-Canile” che al Comune di Ragusa finora è costato solo 46.000 euro (di cui solo 11.000 già ricevuti), che ha percentuali di adozione superiori addirittura al 50% ed una mortalità infinitesimale dello 0,86%. Praticamente su 10 cani ricoverati, 5 vengono adottati, meno di uno muore (di solito arriva già in fin di vita) e 4 restano al rifugio aspettando l’adottante di turno.

 

Accanto alla possibile soluzione dell’adozione presso il Rifugio Comunale tuttavia esistono altre strade: la sterilizzazione con relativa remissione in libertà, l’adozione (tramite facebook) da parte di cittadini delle regioni del nord Italia e addirittura della Francia, il trasferimento dei cani più “malconci”, fisicamente e caratterialmente, presso Rifugi animalisti di associazioni nazionali. Insomma una lotta continua contro ogni tipo di difficoltà per far sì che ogni giorno si liberino quanti più box ed animali possibili. Una lotta fatta il più delle volte anticipando fondi e risorse, facendo velocizzare procedure burocratiche, spingendo a forza meccanismi inceppati: finora altresì gli animali che siamo riusciti a far adottare risultano più di 500 in pochi anni.

 

La proposta che lanceremo all’Amministrazione Piccito, che certamente già in numerose occasioni si è dimostrato sinceramente sensibile, è la “programmazione delle catture controllate” dei randagi presenti in città, nelle periferie e soprattutto di quelli che risiedono nelle campagne e nelle migliaia di masserie che contraddistinguono il territorio ibleo. Catturare, vaccinare, microchippare, sterilizzare e rapidamente reimmetterepresso il luogo di originario prelievo. Ovvero proporremo di “applicare la normativa” fino in fondo, proporremo di prestare la massima attenzione all’ultimo tassello, all’ultimo anello mancante. Risparmieremo sofferenze ai cani randagi, risparmieremo enormi risorse economiche, fronteggeremo meglio l’emergenza randagismo.

 

 

Franca Schininà            Mimma Mantello        Biagio Battaglia       Michele D’Agati

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