Politica

Scicli. Susino: per anni il Comune non ha pagato l’Enel, e ora vogliono far passare me per cattivo

Clamorose rivelazioni del primo cittadino e dell’assessore al bilancio Gambuzza sulle responsabilità di quanti oggi gridano allo scandalo e in passato hanno avuto responsabilità

Per anni, a partire dal 2007, il Comune di Scicli non ha pagato l’Enel, e dal 2008 non ha pagato l’Ato Ambiente.

Paradosso vuole che chi ha avuto responsabilità diretta nei buchi di allora oggi recrimini contro l’aumento delle tasse.

Il sindaco Franco Susino e l’assessore al bilancio Sandro Gambuzza hanno snocciolato numeri, ricostruito debiti, responsabilità, atti amministrativi che sono fondanti della situazione di crisi odierna, che porta chi amministra a fare scelte difficili.

Stamani, conferenza stampa, alla presenza della giunta al completo, e dei consiglieri Miceli, Rivillito, Puglisi, e dei coordinatori di Udc, delle liste civiche e di Territorio.

Il sindaco: “In campagna elettorale un ex assessore al bilancio, candidato sindaco, pose il tema del bilancio al centro del dibattito. Sapeva, perché aveva amministrato, cosa la pentola riservava a chi sarebbe venuto dopo”.

In sintesi. La giunta Susino ha certificato un buco. Enorme. Di cui tutti sapevano e nessuno voleva dire, per ipocrisia condivisa.

Ma quali sono i numeri del buco?

“Tre milioni 800 mila euro di mancati pagamenti delle bollette dell’Enel, a partire dal 2007”, ovvero da parte di due amministrazioni, una di centrosinistra, una di centrodestra.

“Tre milioni e 800 mila euro di mancato pagamento dei rifiuti all’Ato Ambiente, a partire dal 2008”.

“Sono scomparsi 2 milioni 700 mila euro di fondi destinati all’appalto dei bracci frangiflutto, finti in stipendi e mai rimpinguati.

Un milione e mezzo di fondi del Credito sportivo, distratti e mai rimpinguati.

Senza contare la rinegoziazione dei mutui, che ha dato respiro nel brevissimo periodo alle casse comunali, e poi ha strozzato la disponibilità finanziaria dell’ente”.

Un j’accuse durissimo sulle gestioni passate, i cui artefici ricoprono tuttora ruoli politici di castigatori della giunta attuale.

“Noi abbiamo presentato un esposto contro il Comune di Modica alla Corte dei Conti, che ci deve parecchi milioni di euro, noi abbiamo finanziato l’appalto del cimitero per 5 milioni, che nel 2007 fu deciso senza alcuna copertura finanziaria. Noi stiamo computando gli stipendi di dicembre, le tredicesime dei dipendenti e gli oneri contributivi nelle annualità in corso.

Sapete come si faceva in passato?

Venivano caricati negli anni successivi”.

Prende la parola l’assessore al bilancio Sandro Gambuzza: “Volete sapere come si facevano i bilanci in passato? Si gonfiavano le entrate, si facevano debiti fuori bilancio, e non li si riconosceva. La musica è cambiata con il federalismo fiscale. Lo Stato non è più disponibile a coprire le cattive gestioni. Ed ecco spuntare la verità.

Nel 2010 la Corte dei Conti ci ha dichiarato strutturalmente deficitari, ben prima che si insediasse questa amministrazione.

Lo Stato, quest’anno, ci ha tagliato i trasferimenti, e ha trattenuto un milione e 800 mila euro di Imu per il fondo di solidarietà per gli enti pubblici.

In luglio il consiglio comunale ha approvato il piano di riequilibrio riconoscendo debiti fuori bilancio per 11 milioni e 600 mila euro.

Dovremo recuperare questi debiti diluendo in 7 anni la spesa, per un importo di un milione e mezzo di euro l’anno.

Avevamo proposto l’aumento di due punti di Imu sulle seconde case, si badi bene, sulle seconde case, un aumento Irpef, l’aumento della tassa rifiuti, e la copertura del 36% dei costi dei servizi a domanda individuale.

In novembre abbiamo pubblicato il bilancio d’esercizio sul sito internet del Comune. Le opposizioni non ci vengano a dire che non rendiamo accessibili gli atti.

Bene, abbiamo tolto 350 mila euro per il nuovo Prg, abbiamo tolto 350 mila euro per lo sviluppo, abbiamo azzerato il fondo di riserva, pari a 200 mila euro.

Il consiglio, per tutta risposta, ci ha bocciato le tariffe.

Noi, grazie ai capisettori, abbiamo certificato, ed è un fatto storico, ben 17 debiti fuori bilancio. Il totale del buco, come detto, è di 11 milioni e mezzo di euro. E li abbiamo trasmessi in consiglio”.

Cosa accade ora?

Gambuzza: “Il consiglio, nei prossimi giorni, è libero di approvare o di non approvare. Noi, per conto nostro, trasmetteremo gli atti alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Interno. Questi intimeranno al consiglio di dichiarare il dissesto. Il loro dissesto. Il dissesto voluto dal consiglio, e che il consiglio dovrà certificare”.

E se non certificano il dissesto?

Il consiglio viene sciolto e i consiglieri possono essere chiamati a rispondere personalmente e patrimonialmente.

E il sindaco? Il sindaco resta in carica.

Susino: “Non voglio parlare delle conseguenze del dissesto, perché non voglio creare allarmismo. Ma è noto, che in caso di dissesto le tariffe schizzano alle stelle, i fornitori non saranno più pagati se non in quota parte e il personale può finire in mobilità”.

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