Attualità

“Turismo è sviluppo”. Un convegno che evidenzia i limiti e le peculiarità del settore

“La gestione del turismo è recuperare la titolarità del territorio e supportala con una strategia di respiro nazionale. Sono necessari quindi un approccio culturale innovativo rispetto al tema del turismo che ponga formazione, interdisciplinarità di metodo, il fare sistema tra ricerca e programmazione degli investimenti e la resa di servizi di qualità al centro di un’azione in cui si parla lo stesso linguaggio. Necessario costruire una piattaforma di temi per i quali bisogna lavorare nei prossimi mesi”
Franco Martini, segretario generale della Filcams nazionale, ha così sintetizzato le questioni che sono state affrontate, stamani, nella sala conferenze dell’Aeroporto di Comiso, nel convegno su “Il Turismo è sviluppo” promosso dalla Cgil Sicilia e di Ragusa e dalla Filcams e che ha registrato diverse assenze: quella dell’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, impegnata come altri assessori nella discussione sul bilancio, Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia e Giada Lupo, presidente regionale Ebit.
Ma la qualità degli altri relatori ha dato spessore al dibattito che parte dalle grandi risorse materiali, culturali, archeologiche, enogastronomiche, e immateriali come la tradizione, l’accoglienza di cui è dotata la Sicilia e il territorio ibleo in particolare, come ha sostenuto nell’introduzione Giovanni Avola, segretario generale della Cgil di Ragusa. Un turismo, quello siciliano, che non può contare su un Piano del Turismo che metta regola ferma sulla gestione dei flussi dei turisti, sulle capacità del territorio di governare il turismo destagionalizzato visto che i picchi di presenza sono al solito circoscritti a Luglio, Agosto e Settembre.
La Sicilia, secondo Ferruccio Donato, segretario regionale della Cgil, è retrocessa negli ultimi trent’anni dal 1° al quinto posto, nel contesto nazionale, rispetto alle presenze turistiche che oggi vale appena il 3,7% del Pil regionale rispetto al 6% di quello nazionale del comparto.
Le motivazioni sono legate all’eccessiva improvvisazione, alla critica qualità dei servizi e dell’accoglienza. Gli aeroporti siciliani devono sapersi integrare e fare quindi sistema per attrarre quanti più turisti possibili. Insomma, secondo Donato, bisogna passare dalla spontaneità alla programmazione nel contesto di un quadro sinergico che veda gli assessorati al Turismo e quello alla Infrastrutture e gli enti locali coalizzarsi per realizzare le infrastrutture necessarie.
C’è tanta materia da riordinare e sarebbe auspicabile fare una legge organica sul turismo.
Ormai è venuto il tempo di agire e programmare. Iano Gurrieri, commissario straordinario della Camcom di Ragusa valuta che il territorio ha qualità enormi da spendere. La provincia di Ragusa tra poco aggiungerà il cioccolato di Modica tra le IGP rispetto alle eccellenze già certificate come l’olio, il formaggio, la carota e il vino. Tutto questo alimenta un turismo enogastronomico di particolare interesse. La sfida passa attraverso la programmazione e la formazione. La Camcom sta programmando un corso di inglese per i tassisti e uno stage per la valorizzazione della enogastronomia per trenta giovani laureati. In cantiere un master sul turismo che tiene conto dei parchi letterari. Il cioccolato di Modica può, secondo Nino Scivoletto, direttore del Consorzio di tutela del cioccolato artigianale di Modica, essere uno strumento per avviare rapporti con la vicina isola di Malta, molto più avanti della Sicilia in termini di presenze turistiche. Il gap può essere colmato

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