Politica Ragusa

Analisi del voto delle primarie Pd, l’elezione di Renzi continua a dividere

Giovanni Denaro, segretario provinciale del Partito democratico, ha indetto stamane una conferenza  per analizzare il voto delle primarie. A stento i convenuti trattenevano la gioia per una vittoria così schiacciante, in Italia, ma principalmente nella provincia iblea, dove l’onda renziana ha spazzato, quanto meno per ora, una storia lunga di decenni; Vittoria è il caso emblematico con l’80% di preferenze in favore di Renzi.

Dei 7569 voti raccolti in provincia più della metà provenivano da non iscritti e questo, che per qualcuno potrebbe rappresentare un malus, per l’AreaDem di Ragusa è un risultato importantissimo. La candidatura di Renzi, infatti, “se da un lato ha riparato – dichiara Luigi Bellassai, segretario del Pd Comiso – ad uno sbaglio del passato, Bersani alla Presidenza del Consiglio, dall’altro lato è riuscita a coinvolgere tanta gente apparentemente distante dal Pd, che da oggi andrà coinvolta sempre di più nella vita del Partito”.

Pare essersi realizzato il vecchio progetto veltroniano del partito liquido.

Una festa, è stato ripetuto più volte, da Denaro, Bellassai e Mario D’Asta, rovinata dalla morbosità di alcuni giornalisti, sempre loro, che secondo Denaro, avrebbero alzato un inutile polverone sulla questione Iacono. “Qualcuno – minimizza Denaro – in cerca di pubblicità e allo scuro del regolamento delle primarie, siglato qualche mese fa, che tra l’altro smentisce lo statuto del Pd, risalente al 2007, ha impedito a Giovanni Iacono, presidente del Consiglio comunale di Ragusa, di votare. Nulla di grave”, ribadisce Denaro, che assicura “quanto prima gli telefonerò così potremo riderci sopra”.

A gridar vittoria, però, non sono proprio tutti, Gianni Battaglia, eletto per l’area Cuperlo e futuro delegato all’Assemblea nazionale, non si esime dal ribadire il suo giudizio sulle primarie. “Uno strumento – afferma Battaglia – funzionale a scegliere un candidato a sindaco o il premier, non certo per decidere chi dovrà guidare il Partito. Con le primarie il rischio è quello di votare la persona più popolare e non il più preparato”. Questo modo di far politica ha determinato negativamente anche il congresso, “tramutandolo in un momento elettoralistico – continua Battaglia – a tal punto da non permettere una reale e piena esplicitazione delle tre mozioni”.

Il conflitto tra le due anime del partito c’è e si vede. In fondo si scontrano due modi di intendere la politica, in generale, ed il Partito, in particolare. “Nonostante le differenze e le apparenze – conclude Battaglia – sono molte di più le cose che ci uniscono”. Un’elezione, quella di Renzi, che in nessun modo ha pacificato gli animi dei contendenti a Roma come a Ragusa, anzi forse ha acuito quelle frizioni cresciute negli anni ed esacerbatesi in questi ultimi mesi. Mentre si dicono uniti per il bene del Paese e della sinistra, già si danno appuntamento per le prossime elezioni europee, ma ancor più per l’elezione del nuovo segretario regionale, che avverrà in primavera.

R.D.

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