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L’Uruguay legalizza coltivazione e vendita di marijuana. E in Italia?

In Uruguay approvata la legge voluta dal presidente José Mujica, liberalizzata la marijuana. Ogni grammo di ‘roba’ costerà un dollaro,  l’obiettivo è di scoraggiare la vendita illegale. La vendita e la produzione del farmaco saranno regolati da un ente governativo. I consumatori dovranno essere maggiorenni e iscritti ad un registro e potranno coltivare la marijuana anche a casa. Gli uruguaiani iscritti al registro dovranno essere maggiorenni e avranno possibilità di acquistare fino a 40 grammi di marijuana ogni mese dalle farmacie e coltivare un massimo di sei piante di loro proprietà. La legge consentirà anche la creazione dei cosiddetti club di cannabis, composta da un massimo di 45 membri che saranno in grado di crescere un massimo di un centinaio di piante.

In Uruguay è’ la fine del proibizionismo globale. Lo stato sara’ monopolista e incassera’ i proventi della tassazione”. Prendono spunto da questa notizia i deputati di Sel, Daniele Farina capogruppo in Commissione Giustizia e Giovanni Paglia capogruppo in Commissione Finanze per annunciare che “Sinistra Ecologia Liberta’ si appresta a presentare alla Camera dei Deputati un analoga proposta di legge” spiegando che “a regime la nostra proposta possa rappresentare un introito di sole accise per l’erario di almeno quattro miliardi all’anno, risorse sottratte alle mafie e destinabili all’introduzione di un reddito minimo garantito e alla manutenzione del territorio”. “Pensiamo – concludono i due deputati di Sel – che tranne la coltivazione per uso personale, debba essere lo Stato a gestire questa importante risorsa secondo un modello molto simile a quello storicamente in vigore per i tabacchi lavorati”.

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