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Con la cultura si “mangia”, ma con la “politica ci si “abbuffa”, il direttore degli Uffizi guadagna 1800 euro e stenta ad arrivare a fine mese

Il nostro è il Paese delle contraddizioni. Leggendo un bellissimo pezzo di Silvia Speranda, pubblicato sul Sole24 ore, rimango amareggiato. Può accadere che un politico senza meriti possa guadagnare tantissimo e il direttore degli Uffizi si debba accontentare delle “briciole”. Un paese che tratta così i “servitori” dello Stato e che premia, in alcuni casi, incapaci e arroganti politici, ha forse bisogno di riflettere seriamente sul proprio futuro.

Il mio stipendio? È quasi indecente per una nazione civile. E con tre figli, se non avessi al mio fianco una moglie che lavora, dovrei cambiare mestiere». Non ha dubbi, Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze: il suo reddito, pari a 1.890 euro al mese, è un indicatore significativo di quanto scarsa sia la considerazione per le istituzioni culturali nel nostro Paese.

«È un problema culturale, certo. Io non amo i confronti con gli altri musei del mondo, ma una cosa è certa: se guardiamo al resto d’Europa, i salari italiani sono il fanalino di coda», afferma Natali, storico dell’arte e autore, tra l’altro, di molti libri sull’arte del Quattrocento e del Cinquecento.

Adesso capisco perché un noto politico ha affermato che con la cultura non “si mangia”.

 

F.P.

 

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