Attualità Ragusa

“Con il teatro della Concordia eravamo già a metà dell’opera” Chiavola: “Perché non percorrere questa strada sino in fondo?”

 

“Non esiste un solo motivo valido, a volerci ragionare sopra, sul perché l’Amministrazione comunale abbia deciso di far fare al progetto di recupero e ripristino funzionale del Teatro Concordia una brutta fine”. E’ quanto denuncia il consigliere comunale di Megafono, Mario Chiavola, sinceramente preoccupato dal fatto che sia stato deciso a tavolino, senza un reale confronto con la città, di abbandonare l’iter progettuale forse solo per la ragione che lo stesso era stato propugnato dalla precedente Giunta da cui l’attuale cerca, in tutti i modi, di marcare le distanze. “Eppure – continua Chiavola – era costata parecchia fatica, per non parlare degli ingenti fondi pubblici, riuscire ad avviare le procedure d’esproprio di questa preziosa struttura, ormai decaduta, inserita nel contesto del centro storico e del cui valore abbiamo sentito dibattere a lungo in questi giorni. Fatica che era stata premiata con la predisposizione di un elaborato progettuale che, ancorché non esecutivo, lo sarebbe diventato di qui a poco per non disperdere l’appalto di 4 milioni e 300mila euro destinato al nuovo teatro. Somme, è chiaro, che avrebbero avuto necessità di qualche rimpinguamento ma che ci avrebbero consentito, finalmente, di dotare la città, l’unico capoluogo di provincia in Sicilia a non averlo, di un teatro propriamente detto, per la crescita dei movimenti culturali e di tutte le altre iniziative annesse e connesse. Questa lunga strada che era stata tracciata a prezzo di un’azione di concertazione immane, è stata, all’improvviso, sbarrata. Non se ne fa più niente e si perseguiranno, anzi, altri itinerari per dotare Ragusa di un teatro. Mi chiedo: ma che senso ha tutto questo? Perché evitare che il lungo iter procedurale espletasse i propri effetti ora che eravamo arrivati al dunque? Che ragione c’è per ripartire di nuovo da capo quando con la riqualificazione del teatro Concordia eravamo giunti, sul piano progettuale, a un buon punto? E non comporterà la spesa di altri ingenti fondi pubblici riavviare il piede, quand’anche fosse, sull’acceleratore verso un’altra direzione? Ma è davvero questo ciò che la città vuole? Scontrarsi con la predisposizione di un percorso che risulterebbe, ahinoi, antieconomico?”. Per Chiavola, non c’è alcuna ragione apparente perché non si proceda con l’appalto della Concordia. “Anche i movimenti culturali della nostra città, e parliamo di esponenti di primo piano, come Marcello Perracchio e Vittorio Bonaccorso, che avevano sostenuto nella fase iniziale la Giunta Piccitto, non si sono raccapezzati e si sono sentiti defraudati da una scelta che, invece, per come era stata impostata inizialmente, puntava senza ombra di dubbio a valorizzare il recupero di un teatro che ha rappresentato parecchio per la città e per i ragusani. In questi giorni, la sensibilità delle varie associazioni presenti a Ragusa ha fatto sì che si formasse un comitato a tutela del teatro Concordia, con l’auspicio di fare ravvedere l’Amministrazione comunale rispetto alle scelte predisposte. Ecco perché chiediamo al sindaco Piccitto e all’assessore alla Cultura Campo di raccogliere l’accorato appello proveniente da varie frange delle aree culturali operanti sul nostro tessuto locale. C’è una esigenza. Quella di potere contare su un teatro. E la strada era già stata tracciata. Perché non percorrerla sino in fondo considerato che siamo a metà dell’opera?”.

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