Comunicati stampa

Lettera al direttore dell’Asp sul caso di Orazio Tona

L’On. Orazio Ragusa scrive al direttore dell’ Asp di Ragusa intorno alla problematica sollevata dal signor  Orazio Tona in merito ad uno strumento negatogli, l’imbracatura a stecca, che è invece necessario per lui come per tanti altri malati che sono nelle sue stesse condizioni. L’ On. Ragusa chiede al  Commissario Straordinario dell’ Asp di Ragusa, Aliquò le motivazioni che hanno portato a non poter soddisfare tale richiesta e di intervenire per rispondere prontamente a questa esigenza sollevata.

“Non è mai abbastanza l’impegno che si può mettere per aiutare chi a causa di una malattia o di un disagio sociale alza la voce per rivendicare i propri diritti.  Lo stato di disagio vissuto da chi ogni giorno lotta per migliorare una condizione di vita al limite dello stesso concetto di vita a causa di una malattia, diventa un grido che giunge alle nostre coscienze e che non possiamo non ascoltare. A volte la burocrazia è sorda alla coscienza e fa perdere il senso di umanità che è necessario, per non dire fondamentale, per chi tutti i giorni si vuole impegnare a servizio dei bisogni altrui.

Per questo ritengo che, dopo aver letto con attenzione la problematica sollevata da parte di un malato di Sla, Orazio Tona, che alza la sua voce a nome di tutti coloro i quali vivono una patologia come la sua, non si può non dare la giusta attenzione a questa necessità che ha fatto emergere . Il signor Tona pone l’attenzione sull’esigenza di avere un imbracatura adeguata alle necessità del malato, un imbracatura, si legge nella lettera,a stecca, che sarebbe quella adeguata alla sua come ad altre situazioni di malati adulti. Quella invece assegnata dall’ Asp,  ad amaca,  non può supportare adeguatamente il peso di un malato adulto con il grave rischio di causare lussazioni o dolori maggiori nel delicato intervento di sollevamento  da parte del malato. L’ Asp non ha fornito lo strumento necessario perché il nomenclatore  tariffario non prevede l’imbracatura a stecca ma solo quella ad amaca, un tariffario fermo da circa 20 anni. La nostra Asp, così come la nostra sanità regionale attraverso alcune delibere, si è mostrata sensibile ai disagi anche di natura economica che vivono queste  famiglie, ma adesso nasce una nuova problematica alla quale chiedo di dare una risposta esaustiva e adatta alla richiesta.  Mi rivolgo al Commissario dell’ Asp Aliquò , quale persona sempre attenta ai bisogni dei pazienti, affinchè possa cercare di risolvere questo disagio che affligge non soltanto il signor Tona ma tutti coloro i quali vivono questa patologia. Sono certo che la nostra Asp saprà dare le giuste risposte a questa richiesta e non rimarrà sorda dinnanzi ad un diritto inalienabile e fondamentale quale quello alla salute.  Chiedo di conoscere le motivazioni che hanno spinto a questo esito negativo della richiesta e  di trovare le strade da percorrere per sistemare definitivamente questa problematica.”

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