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Angelo Giacchi incatenato alla Camera di Commercio, “Vendono all’asta la mia azienda, non mi faro’ togliere tutto, lottero’ fino alla fine”

L’imprenditore Angelo Giacchi si e’ incatenato all’ingresso della Camera di
Commercio di Ragusa per protestare contro la vendita all’asta della sua azienda
per debiti. Giacchi, che e’ di Vittoria, un mese fa aveva fatto sei giorni di
sciopero e adesso torna a manifestare. “A Ragusa, da qui a fine gennaio -afferma
Giacchi- ci saranno 950 aste. Da gennaio ce ne saranno migliaia, stiamo morendo,
le imprese chiudono e siamo costretti a licenziare. Oggi e’ la volta mia, alle
17 apriranno le buste dell’asta che riguarda la mia azienda. Non mi faro’
togliere tutto, lottero’ fino alla fine”.

Alcune settimane fa, la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta, che coinvolge
vari professionisti, circa manovre per svalutare i beni sottratti ai debitori e
messi all’asta, in modo da acquisirli a prezzi molto vantaggiosi e a rivenderli
con ampi margini di profitto. L’estate scorsa, un muratore si era dato fuoco per
opporsi alla vendita all’asta della sua casa ed era poi morto, mentre
nell’incendio erano rimasti ustionati gravemente sua moglie, una figlia e due
agenti di polizia.  “La Camera di Commercio dovrebbe essere la casa di
tutte le imprese – dichiara. Invece non e’ cosi’, non fa il proprio lavoro ed
oramai e’ diventata, non solo a Ragusa, un carrozzone politico”, dice ancora
Giacchi, intenzionato a andare avanti a oltranza, fino a quando non otterra’ un
incontro con il presidente di Unioncamere, Dardanelli, e con l’assessore
regionale alle Attivita’ produttive, Vancheri. “Ci devono incontrare. Debbono
darci la possibilita’ di aiutarci”, chiede l’imprenditore.

 

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