Scuola Video

Grazie all’incontro con Alfonso Fossà al Cataudella di Scicli abbiamo scoperto una storia “straordinaria”: VIDEO

Abbiamo scoperto una storia di normale  straordinarietà. E noi, dopo essere rimasti stupiti da questa storia che a Scicli (all’istituto Cataudella assieme a 200 ragazzi)  ci ha raccontato Alfonso Fossà, medico missionario, ci sentiamo di sottoscrivere questa affermazione. Il dott. Fossà ha impressionato tutti perché parlava di un fatto, di un avvenimento, che riguardava ciò che fa ed ha fatto della sua vita. Non è stato un discorso, non ci ha raccontato una teoria, non ha parlato di filosofia ma ha testimoniato che si può vivere con letizia il dono della propria vita agli altri.
Anche per questi motivi ci ha spinto ad approfondire le conoscenze di Avsi (Ong) e di Rose Busingye.

Dopo aver approfondito la “conoscenza” con Rose Busingye ho sempre più l’impressione che stiamo parlando di  Madre Teresa vivente.  Infermiera ugandese, appartenente ai Memores Domini che da anni anima l’International Meeting Point di Kampala, dove sono accolti donne sieropositive e orfani dell’Aids. Quel che rende speciale questo centro, rispetto ad altri analoghi, è lo sguardo sui malati: prima che fornire terapie, si punta a prendere in carico la persona nella sua globalità. Come Rose ha spiegato al popolo del Meeting per l’amicizia di Rimini: «A una persona che sta perdendo il marito a causa dell’Aids non puoi limitarti a dare un pacco di preservativi o una scatola di medicine. Devi aiutarla a scoprire che la vita ha un valore comunque: non importa se mancano uno, due, venti giorni o un anno alla morte». E ancora: «Oltre alle cure, quello che cerchiamo di fare è offrire alla gente una ragione per cui vale la pena non lasciarsi andare. E questo pian piano ridona loro la voglia di vivere. Nel tempo, cominciano a ballare, cantare, a dipingersi le unghie, a tagliarsi i capelli, a curarsi».Vicky Aryenyo ha provato sulla sua pelle questa possibilità di speranza nuova. Aveva una vita normale (era contabile all’ospedale di Kampala), finché il marito non l’ha infettata del virus oltre dieci anni fa, lasciandola sola mentre aspettavano il terzo figlio. Abbandonata dalla famiglia, senza lavoro e in condizioni difficili, viene avvicinata dai volontari dell’International Meeting Point. «Un giorno Rose mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “Vicky, tu hai un valore e questo è più grande della malattia! Ce la puoi fare, hai solo bisogno di ritrovare la speranza”. Sono rimasta in silenzio, mentre lei continuava a guardarmi. I suoi occhi parlavano e mi invitavano a crederle». Da allora Vicky ha ripreso fiducia in sé e negli altri, sfidando la malattia e il pessimismo.

Una storia positiva non solo per i cattolici, lo stesso settimanale L’Espresso in un bel pezzo che parla del lavoro di  Rose Busingye ha titolato :”Uganda, dalla miseria alla moda”. ( http://espresso.repubblica.it/internazionale/2012/03/05/news/uganda-dalla-miseria-alla-moda-1.40967)

Rose non si è fermata, è stata spinta dalle circostanze ad impegnarsi per avviare una scuola in Uganda. In questo video la sua testimonianza sul perché è stata realizzata e, soprattutto, su cosa vuol dire “fare” scuola.

 

 

 

L’incontro al meeting di Rose Busingye

 

F. Portelli

 

 

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