Attualità Ragusa

Il procuratore Petralia depone al processo Borsellino quater

Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, che nel 1992 era sostituto alla procura di Caltanissetta, è stato ascoltato dai giudici della Corte d’assise nel processo Borsellino quater. Il magistrato ha dichiarato: “All’indomani della strage di via d’Amelio, alla Procura di Caltanissetta arrivarono richieste di collaborazione da tutto il mondo, anche dall’Fbi. Alla fine di dicembre di quell’anno, si svolse un incontro all’hotel San Michele, a Caltanissetta, in cui era presente anche un gruppo del Sisde. Fra loro c’era anche Bruno Contrada”.

“L’organico alla Procura di Caltanissetta  era carente all’epoca. Collaboravamo con la Squadra Mobile di Palermo, diretta da Arnaldo La Barbera. C’era anche Gioacchino Genchi che era il suo più stretto collaboratore. Fra i collaboratori sui quali La Barbera puntava, c’erano anche Ricciardi, Bo e Salvatore La Barbera”. Petralia, ripercorrendo la prima fase delle indagini sulla strage di via D’Amelio, ha aggiunto che “durante gli interrogatori di Candura e Valenti non c’erano comportamenti anormali da parte delle forze di polizia. Non erano collaborazioni né semplici, ne cristalline ma ci aiutavano ad aggiungere qualche tassello in più alla nostra ipotesi investigativa”.

“Nelle rivelazioni di Vincenzo Scarantino c’era qualche crepa, in particolare sugli spostamenti della 126 utilizzata poi come autobomba per la strage di via d’Amelio. Non era una collaborazione lineare tuttavia c’erano alcuni fattori di riscontro per cui si andava avanti. Le perplessita’ che emergevano non hanno mai condotto in ogni caso, la Procura nissena, alla decisione di non perseguire piu’ quella pista”.

Il dott.  Petralia, nella sua deposizione al processo Borsellino quater circa le dichiarazioni del falso pentito Vincenzo Scarantino, ha aggiunto: “Con Scarantino ancor prima che diventasse collaboratore di giustizia, c’erano stati dei colloqui investigativi. Quando inizio’ a collaborare, andammo a Pianosa. Li c’erano gia’ Arnaldo La Barbera e Ilda Bocassini”. Molti investigatori, piu’ volte avrebbero detto di “non poterne piu’ di Scarantino” proprio perche’ emergevano delle criticita’ sulle sue rivelazioni, tuttavia “era determinante – ha spiegato il magistrato – per la riuscita del primo processo sulla strage di via d’Amelio”. Il processo riprendera’ il 16 gennaio.

 

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