Attualità Scicli

Scicli, questa sera al Santissimo Salvatore inaugurazione della “Pala d’Altare”

Sarà inaugurata questa sera subito dopo la celebrazione Eucaristica,intorno alle 19.00, nella Chiesa del Santissimo Salvatore del villaggio Jungi a Scicli, la “Pala D’altare” donata dal pittore scilcitano, da molti anni residente a Grosseto, Angelo Buscema dal titolo: “La passione  del Signore continua nella Carne di Cristo”.

Un titolo suggestivo che fa comprendere bene l’intenzione dell’autore, il quale utilizzando il termine “carne di Cristo” vuole mettere in risalto come ancora oggi il mistero della passione e del dolore si rinnova nella Carne dell’uomo che è il Cristo che si è fatto uomo tra gli uomini. Nel mistero del Natale appena celebrato il Dio lontano si è fatto vicino, si è fatto carne per essere toccato, visto, ascoltato, ha preso la dimensione dell’uomo nella sua natura quotidiana e nella sua più totale fragilità. La “Pala” vuole proprio ricordarci questa incarnazione che si fa storia, che prende i volti della storia degli uomini e delle donne del nostro tempo, una fede incarnata nell’oggi di ogni uomo. Le immagini rappresentano una via Crucis rivisitata in chiave moderna dove alle classiche scene della passione di Cristo si alternano alcune immagini della cronaca attuale dove altri innocenti vengono uccisi come Gesù e altri carnefici continuano a diffondere nel mondo sentenze di morte. Trovano così spazio immagini della Shoah, gli eventi di piazza Tienanmen, le grandi dittature da Hitler a Saddam Hussein. Presenti anche una carrellata di volti che con la loro vita hanno continuato ad annunciare  il sacrificio d’amore di Cristo facendo germogliare frutti di bene come: Nelson Mandela o la bimba  fotografata nella sua fuga disperata durante la guerra del Vietnam. Nella narrazione sono presenti anche le piaghe dei nostri tempi che gravano ancora oggi sulla croce di Cristo. La pala composta da cinque tele è un’esplosione di colori vivaci segno della vittoria della Resurrezione sulla morte, su ogni morte e di corpi incastonati sapinetemente in una sorta di sovrapposizione cinematografica.L’ultima parola, quella definitiva è data proprio dall’insieme delle tele che nella loro vitalità annuncia come nessuna croce può essere più forte della presenza salvifica di Cristo nella vita e nella storia di ogni uomo.

M. B.

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