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Scicli, si è svolto il convegno “Il mare color del vino”: ha commosso tutti il racconto di Samuel Hydrix

Si respirava, ieri sera a Scicli nella sala Falcone-Borsellino di Palazzo Spadaro, un’area internazionale nel convegno organizzato dal  Kiwanis Club di Scicli dal titolo “Il mare color del vino”. E’ stata l’occasione per “avvicinarsi” al tema dell’immigrazione con “occhi nuovi”, con uno sguardo più attento. La presenza di  Samuel Hydrix, rifugiato Ghana, ospite nel nostro territorio, assieme a 20 suoi connazionali, e quella della dottoressa Giovanna Li Perni, nel suo ruolo di Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati, ha consentito di allargare gli “orizzonti”. Ha subito commosso il racconto di Samuel Hydrix che ha fatto comprendere i tanti “drammi” che si celano dietro le difficoltà di un migrante, l’impotenza di un uomo che di fronte a tantissime difficoltà sue e della sua famiglia (morte della sorella mentre lui era in Italia) non riesce a far nulla perché “bloccato” dalle tante procedure burocratiche che non gli consentono di essere “attivo” ma lo costringono a rimanere ad attendere. E’ però anche emerso, grazie alla testimonianza  del Vice Prefetto di Ragusa Rosanna Mallemi, che la Provincia di Ragusa è all’avanguardia per le buone prassi relative all’accoglienza dei migranti, al punto che è diventata “modello” da copiare a livello nazionale. Nel corso dei lavori sono emerse due esigenze: verificare le condizioni di vita nel centro di Mineo e prestare particolare attenzione ai bambini che arrivano in Italia. A questo proposito  la senatrice Venerina Padua, nella sua duplice veste di componente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e di membro della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha subito preso l’impegno di attivarsi con una specifica interrogazione parlamentare per il centro di Mineo e prevedendo un apposito emendamento per quanto riguarda i minori. ”Nella scelta del titolo ci siamo ispirati – ha sottolineato il presidente del Kiwanis Club di Scicli, Ignazio Ventura – a una raccolta curata dal grande Leonardo Sciascia, all’interno della quale c’è un racconto scritto fra il 1959 e il 1972. Racconto di emigrazione e racconto di immigrazione, racconto di fame, sacrifici e atroci beffe.  La storia si ripete e, questa volta, i protagonisti sono uomini che hanno perso, o rischiato di perdere, ogni speranza.  ll “fenomeno” immigrazione presenta notevoli implicazioni sociali e culturali. Presenta sia problemi sia benefici, che non sono un dato fisso e inevitabile, ma il risultato della nostra capacità di gestirlo. “Siamo consapevoli – ha concluso il presidente Ventura – che ogni discussione su questo tema non può essere una fredda comparazione di costi e benefici. Non bisogna mai dimenticare che il “fenomeno” immigrazione è fatto dagli immigrati: uomini in carne ed ossa, con le loro storie, le loro speranze, le loro paure e debolezze, i loro diritti, la loro creatività, la voglia di rendersi utili, i loro vincoli familiari”.     (F. P.)

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