Politica

Si ridisegnano i fondi per i Beni Culturali in “senso meritocratico”, dice l’Assessore Sgarlata

“Ho sempre pensato che la tabella H sia un non senso che ha creato una casta di
fondazioni, enti e associazioni che hanno goduto, spesso immeritatamente, di
fondi regionali mentre sono rimaste fuori attivita’ di nuova formazione che
avrebbero meritato una diversa considerazione. L’esito del lavoro della
commissione mi consente di correggere il mio punto di vista dato che le
valutazioni sono andate nella direzione meritocratica che avevo auspicato”. Lo
afferma l’assessore regionale ai Beni culturali Mariarita Sgarlata, che spiega
come l’esiguita’ del fondo assegnato alle attivita’ culturali (1.616.323 euro)
“ha suggerito di applicare interventi correttivi che, nella distribuzione dei
contributi, evitassero di concentrare le risorse su pochi, garantendo comunque
un sostegno che, pur non rispondente alle aspettative dei richiedenti, di fatto
non penalizza nessuno di quelli che hanno ottenuto punteggi alti. Al tempo
stesso, mi e’ sembrato opportuno non limitare il contributo solo ai soggetti
richiedenti aventi priorita’, come le scarse risorse avrebbero consigliato, ma
estenderle ai primi otto della graduatoria dei soggetti non protetti da una
legge regionale e comunque promotori di attivita’ culturali di altissimo
livello”.La delibera regionale del 9 dicembre aveva deciso di ripartire la somma tra i
richiedenti. Le richieste pervenute sommavano importi stimati ammissibili per
oltre 4 milioni di euro, relative a 63 soggetti valutati come finanziabili. La
commissione nominata dall’assessore ha elaborato due elenchi di soggetti
ammissibili a contributo: un primo elenco riguardante i soggetti aventi
priorita’ in quanto destinatari di precedenti espresse norme regionali di
riconoscimento di specifici contributi un secondo elenco riguardante altri
soggetti. Entrambi gli elenchi hanno compreso soggetti qualificati al minimo con
punti 70 di valutazione, ovvero il punteggio minimo per accedere al contributo.
Per quanto attiene la quantificazione del contributo si e’ proceduto in misura
proporzionale alle risorse assegnate ed al punteggio ottenuto, modulando
l’entita’ del finanziamento secondo i seguenti criteri: il 60% per punteggi tra
100 e 95; il 50% per punteggi di 90; il 30% per punteggi tra 85 e 75; il 28% per
punteggi di 70, rispetto all’importo massimo stimato ammissibile; un tetto
massimo 200.000 euro per soggetto richiedente; una premialita’ del 10% a
soggetti titolari di museo fruibile. “L’adozione di tale modalita’ di
modulazione del contributo ha consentito – conclude l’assessore – di evitare
l’individuazione di poche o pochissime istituzioni beneficiarie, a fronte
dell’oggettiva limitatezza del fondo finanziario, con la conseguenza di
scongiurare la fine di molte attivita’ culturali, nonche’ l’aggravamento di
meccanismi di crisi i cui sviluppi avrebbero potuto incidere negativamente sia
sulla consistenza qualitativa e quantitativa dell’offerta culturale in Sicilia
sia sulla stessa esposizione della Regione”.

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