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“Famiglia Cristiana” si occupa di Scicli e delle dispute intorno al Centro di Accoglienza

“Famiglia Cristiana”, il noto settimanale cattolico, si è occupato di Scicli e delle dispute sul Centro di Accoglienza, sintetizzando quanto accaduto fino all’uso improprio di chi ha  pensato di poter utilizzare  la Madonna delle Milizie per combattere  l’apertura del Centro. Ecco l’articolo:

“A Lampedusa, commemorando i morti nel Mediterraneo, Papa Francesco ha lanciato un invito alla tenerezza e il grido: «Dov’è tuo fratello?». La risposta a questa domanda spesso divide le comunità poste di fronte alla sfida dell’accoglienza. In questi giorni è successo a Scicli, cittadina del Ragusano famosa per il suo barocco e per le spiagge che hanno ospitato il set del Commissario Montalbano.

Qui, la Chiesa metodista ha preso in affitto un palazzo, inutilizzato da anni, e sta allestendo un centro per ospitare trenta profughi, all’interno del progetto “Mediteranean Hope” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).

Negli stessi locali, oltre a un salone a disposizione della cittadinanza per incontri culturali, si prevede di realizzare anche uno studio per offrire cure dentistiche a quanti, italiani e stranieri, non possono permettersele e una mensa per famiglie in difficoltà. I costi? Tutti sostenuti dalla Chiesa valdese, e il progetto è stato anche l’occasione per assumere degli abitanti di Scicli, per ora quattro e forse altri in futuro.

Eppure, non appena si è diffusa la notizia, sui social network è montata la protesta. A fine ottobre si è passati all’azione: la prima a muoversi è stata Forza Nuova, una presenza marginale a Scicli ma che ha colto l’occasione per guadagnare consenso; poi è stata avviata una raccolta firme da alcuni cittadini, sono comparse scritte di protesta sulla porta dell’edificio, e l’Associazione commercianti ha chiesto di spostare il progetto in periferia.

Racconta il pastore Francesco Sciotto: «Sono state alimentate paure immotivate, dalla perdita di attrattiva turistica alle malattie. D’altro canto, però, le reazioni di solidarietà sono state numerose e forti».

A Scicli il dramma di chi attraversa il Mediterraneo è ben noto: al cimitero, lapidi scarne ricordano che sottoterra sono sepolti i cadaveri degli affogati. Sono indicati con un numero, la data dello sbarco e la parola “ignoto”.Tanti semplici cittadini e associazioni locali hanno sostenuto la scelta della Chiesa metodista, che è a Scicli dal 1897, gestisce un apprezzato asilo ed è una presenza storica in tutta la Sicilia (a Palermo, nel 1865 aprirono la prima scuola pubblica dell’isola). Continua il pastore Sciotto: «L’appoggio più deciso è venuto dalla Chiesa cattolica».

Don Ignazio La China, vicario foraneo di Scicli, ha invitato i cittadini a non farsi «strumentalizzare nell’adesione a raccolte firme o a movimenti xenofobi e razzisti». Ha scritto: «A nome di tutte le comunità parrocchiali e di tutte le aggregazioni ecclesiali, esprimo vicinanza fraterna e solidarietà alla comunità metodista per il vergognoso attacco a essa rivolta».

Il sacerdote ha voluto poi «stigmatizzare l’uso improprio della Madonna delle Milizie».  L’immagine della Vergine in armi, tanto venerata in città e legata a un momento particolare della storia siciliana, era diventata il logo del movimento contro gli immigrati. Al contrario, don La China ha invitato a rileggere il Beato Paolo VI, che nell’enciclica Populorum Progressio del 1967 già diceva: «I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La Chiesa trasale davanti a questo grido d’angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello».

Insomma, una bella alleanza ecumenica attorno ai poveri del mondo. Non a caso, sia Sciotto sia don La China parlano della responsabilità dei cristiani a «riconoscere nel fratello il volto stesso del Signore».

«Gesù è nato in una mangiatoia perché per lui non c’era posto», dice il pastore metodista, e il sacerdote cattolico cita il Vangelo di Matteo: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito (…). In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».”

fonte : Famiglia Cristiana.it

 

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