Politica

Ecco come si voterebbe oggi

sondaggi politici che escono con frequenza quasi quotidiana non permettono, paradossalmente, di avere sott’occhio chiaramente la situazione elettorale italiana. Pochi decimali di spostamento quotidiano che fanno sembrare che tutto vada sempre allo stesso modo. Per questa ragione è cosa buona che i sondaggi Ipr abbiano messo a confronto i dati di oggi con quelli registrati il 23 settembre, un mese e mezzo fa. Ed ecco che uscendo così dal flusso quotidiano di sondaggi si notano alcune cose molto interessanti.

Va anche detto, a onor del vero, che le cifre presentate da altri istituti di sondaggi raccontano una situazione leggermente diversa, ma è inevitabile confrontare i dati dei sondaggi solo con i dati di quello stesso istituto. E secondo Ipr a pagare il prezzo più alto in questo mese e mezzo è stato il Movimento 5 Stelle: il partito guidato da Beppe Grillo è passato da un 20% molto simile al risultato conquistato alle europee al 17,5% che gli viene oggi attribuito da Ipr. Si tratta di un numero molto basso per il M5S, che non raggiungeva da parecchio tempo a questa parte, per la precisione da prima delle elezioni politiche del 2013.

A causare questa brusca discesa (due punti e mezzo sono davvero tanti) potrebbero essere stati gli improvvisi cambi di strategia a cui abbiamo assistito in questi mesi, in cui a una fase barricadera seguiva una fase di dialogo, per poi tornare ad alzare i muri e riprendere di nuovo a dialogare (ultimo caso, quello dei membri del Csm e Corte Costituzionale da eleggere). Una situazione che ha messo in mostra la rottura, tacita, che c’è tra gli oltranzisti Grillo & Casaleggio e i parlamentari M5S, più propensi al dialogo. Con chi stanno gli elettori? Difficile a dirsi, va però segnalato che il gradimento personale di Beppe Grillo sembra scendere giorno dopo giorno (14% secondo i dati Emg).

gli altri partiti? Non cambiano di molto i rapporti di forza, con il Partito Democratico che guadagna un punto e sale al 40,5%, Forza Italia che cede ancora qualcosa e arriva al 14% e la Lega Nord che continua la sua veloce ascesa, conquistando un punto e mezzo e arrivando fino al 9,5%. Per quanto riguarda i partiti minori, il Nuovo Centrodestra è stabile al 4%, Sel guadagna qualcosa e sale al 3,5%, Fratelli d’Italia arriva al 2%.

 

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