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In manette presunto “scafista” a Pozzallo

Un presunto scafista e’ stato fermato dagli agenti della polizia di Stato, nell’ambito delle indagini avviate in seguito allo sbarco nel porto di Pozzallo di 108 migranti giunti, ieri notte, a bordo della nave danese ‘Alexander Maersk’, che era rimasta ferma da venerdi’ scorso davanti alle coste del ragusano. In manette e’ finito El Tayeb Abdallah Adam, di 29 anni, originario del Sudan. Il giovane dovra’ rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestine. Alcuni dei migranti sudanesi, soccorsi e tratti in salvo, interrogati dai poliziotti, hanno riferito di avere pagato quasi 5.000 dollari per raggiungere l’Europa. Per loro ogni passaggio da un paese all’altro dell’Africa costava denaro. L’imbarco dalla Libia per l’Italia e’ costato circa 700 euro ciascuno ma quelli precedenti per passare le frontiere erano stati molto piu’ cari.
Dalle dichiarazioni dello scafista e’ emerso che quest’ultimo si fosse accordato con i libici per condurre il natante, poi soccorso nel canale di Sicilia. Lo scafista non era stato nella connection house insieme agli altri migranti, segno di un precedente accordo criminale con gli organizzatori libici. Inoltre nel momento in cui sono saliti a bordo, lo scafista dialogava con dei libici che dopo la partenza restavano in spiaggia mentre loro prendevano il largo.
E’ stato sempre lo scafista a chiamare i soccorsi una volta allontanatisi dalle coste libiche mediante un telefono satellitare, tanto che dopo poco sono stati raggiunti da un velivolo e poi dalla nave mercantile che li ha soccorsi.
Ad avvalorare le dichiarazioni dei migranti, testimoni della traversata e quindi delle responsabilita’ dello scafista, anche una foto estrapolata da uno dei cellulari sottoposti a controllo nelle fasi di sbarco. La foto acquisita ritrae lo scafista con il timone in una mano e il navigatore satellitare nell’altra.

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