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SCIAME SISMICO SULL’ETNA,IL VULCANO POTREBBE RISVEGLIARSI?

Oltre ottanta scosse nella notte: uno sciame sismico rilevante nell’area dell’Etna aggiunge possibili segnali di un risveglio del vulcano dopo circa 15 mesi di “silenzio”. Lo sciame è cominciato ieri poco prima delle 23 e si è concluso solo alle prime luci dell’alba. Scosse quasi tutte di bassa intensità e dunque non avvertite dalla popolazione, eccetto un paio di magnitudo tra 3,6 e 3,5 quaranta minuti prima della mezzanotte, avvenute in rapida successione. L’epicentro è stato localizzato nell’alto fianco sud ovest dell’Etna, nella zona sopra Ragalna. Per i vulcanologi la connessione con la ripresa dell’attività dell’Etna «è probabile ma non certa». Tuttavia, è la localizzazione a 7 km dell’ipocentro, cioè il punto da cui origina la scossa, a far pensare alla relazione: la profondità di 7 km, infatti, nelle dinamiche geologiche dell’Etna è quella da cui il magma dalle viscere della terra si incanala nei condotti sommitali.

Da giorni i vulcanologi dell’Ingv di Catania notano anche un’attività stromboliana all’interno del cratere “Bocca nuova”. Esplosioni di magma incandescente che raramente arrivano fino al bordo del cratere e dunque non sono visibili da lontano, nemmeno nelle ore notturne. Ma è comunque un segnale ben definito che la lunga, e per certi versi insolita, quiete dell’Etna è finita: “Sta ritornando a funzionare”, per dirla con le parole di un esperto.

In area sommitale in questo periodo ci sono, accompagnati dalle guide specializzate, molti turisti ed escursionisti attirati dall’affascinante spettacolo del vulcano attivo più alto d’Europa, patrimonio dell’Umanità Unesco, dalla cui vetta si possono ammirare, oltre ai crateri fumanti, il mare Ionio e il Tirreno, la Sicilia per decine di chilometri, lo Stretto di Messina, la Calabria. Tutta l’area è costantemente tenuta sotto stretto controllo dall’osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

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