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Rilanciare l’agricoltura siciliana è possibile. Le aziende sono pronte, i progetti ci sono. Cosa manca? La proposta del dott. Piero Virderi

I soldi ci sono, i progetti da parte di aziende sane pure, i complicati requisiti di cantierabilità delle opere sono già in possesso degli imprenditori, l’ammissibilità secondo i requisiti previsti dal bando 4.1 del Psr Sicilia è stata già valutata positivamente. Cosa manca? La volontà politica di incrementare il fondo destinato alla misura specifica. La Sicilia potrebbe, in questo modo, riuscire a mettere sul campo investimenti produttivi reali per circa 500 milioni di euro che, incrementati dai cofinanziamenti privati e tenendo conto dell’indotto creato, potrebbero generare qualcosa come 2 miliardi di euro inseriti nel dinamico mondo produttivo agricolo siciliano.
Lo strumento operativo attuabile in tempi rapidi potrebbe essere quello del rifinanziamento della misura 4.1. Nel corso di un’interessante riunione operativa, guidata dal dott. Piero Virderi, è stato fatto il punto sulla situazione individuando alcune azioni praticabili. Segue il comunicato stampa.

Scicli 21-08-2018

Oltre 600 progetti “sui nastri di partenza”, esecutivi, cantierabili e finanziabili solo se fosse aumentata la dotazione finanziaria e autorizzato lo scorrimento della graduatoria appena pubblicata, così come già autorizzato per le misure 4.2 e 4.3.

Promosso da un nutrito gruppo di imprese agricole del territorio ragusano, presso i locali messi a diposizione della V. Service di Scicli, si è tenuta oggi una partecipata riunione in merito alle misure del PSR Sicilia con particolare riguardo alla 4.1 (Sostegno a investimenti nelle aziende agricole ).
La riunione, coordinata dal dott. Piero Virderi, è servita anche a ripercorrere l’iter di intervento della misura: dall’emanazione del bando del 14 dicembre 2016 con una dotazione finanziari di 100 milioni di euro, ai criteri valutativi ed infine alla pubblicazione, avvenuta il 26 giugno c.a. da parte della Regione Sicilia, delle relative graduatorie.
Dalla verifica della graduatoria si evince che su 2338 aziende siciliane partecipanti al bando solamente 617 hanno dimostrato di possedere i requisiti di cantierabilità ed ammissibilità ma, considerata la attuale dotazione finanziaria della misura, solamente 120 aziende (appena il 15 %) potranno accedere al finanziamento del proprio progetto imprenditoriale.
Oggi, in pratica, la Regione si ritrova con un patrimonio di ben 617 progetti “sui nastri di partenza”, esecutivi, cantierabili e finanziabili solo se fosse aumentata la dotazione finanziaria e autorizzato lo scorrimento della graduatoria appena pubblicata, così come già autorizzato per le misure 4.2 e 4.3.
Su questa linea, peraltro, si sono già espresse alcune Organizzazioni agricole a livello locale e regionale (Confagricoltura Sicilia il 13 luglio 2018 e Unsic ) che non hanno mancato di sottolineare il fatto che tutte le aziende ammesse abbiano già anticipato notevoli risorse per far fronte ai costi di progettazione e cantierabilità e come gran parte di esse abbiano già realizzato gli investimenti.
Al fine di procedere ad un effettivo scorrimento della graduatoria, le aziende rappresentate nella riunione odierna, hanno elaborato una proposta operativa in grado di conferire certezza e speditezza nella certificazione della spesa: anziché proporre un nuovo bando con ulteriori ritardi ed aggravi di costi si dovrebbe procedere allo scorrimento ed ai relativi decreti di impegno solo per le aziende che si trovano in posizione utile previo accertamento della possidenza della capacità finanziaria per far fronte alla quota di autofinanziamento oltre all’IVA.
I presenti rappresentanti delle imprese agricole, a fine lavori, hanno all’unanimità deciso di chiedere ai rappresentanti all’Ars del territorio di poter essere auditi in Terza Commissione Attività Produttive, con la rappresentanza delle Organizzazioni Agricole, al fine di verificare tutte le possibilità di pervenire allo scorrimento della graduatoria della misura 4.1 già pubblicata ed alla emanazione dei relativi decreti di impegno entro la fine dell’anno.

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